Avogadro Davide Carlo

n. busta
5
n. fascicolo
156
Primo estremo
1939
Secondo estremo
1941
Cognome
Avogadro
Nome
Davide
Altri nomi
Carlo
Presenza scheda biografica
no
Luogo di nascita
Data di nascita
1903/05/28
Livello di istruzione
licenza elementare
Professione
bracciante operaio
Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato a San Pellegrino (Bg) il 28.5.1903, bracciante, dal 1925 risiede in Francia, a Scionzier (dipartimento Alta Savoia, regione Alvernia-Rodano-Alpi) insieme al fratello Giuseppe (b. 5). Sono ritenuti entrambi accanitamente antifascisti, ma questo sospetto deriva dalle accuse loro rivolte da due emigrati di Brembilla, Sonzogni e Carminati. Viene iscritto in RF dal 25.5.1939 “per arresto”. Il 20.12.1940 viene fermato e arrestato insieme al fratello Giuseppe al confine di Bardonecchia al momento del loro rientro in Italia insieme alle rispettive mogli e poi tradotti a Bergamo. Il 22.1.1941 viene interrogato in Questura a Bergamo dal commissario di Ps Francesco Giongo, che chiede conto delle accuse che gli sono rivolte e Avogadro risponde: “Nego in modo assoluto che durante la mia residenza in Francia abbia frequentato ambienti antifascisti od abbia avvicinato connazionali he praticassero teorie sovversive. Conosco di vista il suonatore ambulante di chitarra Sonzogni Francesco da Sant’Antonio, ma poche volte ho avuto occasione di avvicinarlo, né lo cercavo data la scarsa stima che egli godeva fra i connazionali e presso i francesi.Non ricordo di aver conosciuto il Sonzogni Battista, invece mi incontrai con il carminati Battista, quando fece ritorno in Francia e dal quale seppi che uno di noi fratelli Avogadro, era stato dal suonatore denunziato alle Autorità Italiane come antifascista. Ignoro completamente l’episodio di violenza che si sarebbe verificato nel cantiere dell’impresa Chaumeton e Guyonnet; invece so che nel caffè frequentato dal Sonzogni Francesco succedevano spesso baruffe tra italiani e francesi e spesso il suonatore teneva per questi ultimi, anche per un solo bicchiere di vino. Non ho mai fatto politica anti-italiana e mi sono sempre comportato da buon italiano; ho soggiornato in Francia dal 1925, ma ogni anno sono rimpatriato per congedo stagionale per il desiderio del mio paese; non ho mai letto i giornali e i libelli dei fuorusciti, ma ero abbonato alla «Buona parola» della Missione Italiana”. In realtà, i due fratelli Avogadro vengono scarcerati l’1.2.1941 dopo una breve inchiesta della Questura di Bergamo e il 18.2.1941 viene disposta anche la revoca dell’iscrizione in RF. Infatti, il fascio di Zogno si è attivato subito per interrogare i numerosi emigrati della zona, come di consueto rientrati in patria dall’Alta Savoia per il periodo invernale. Tutti gli interrogati, a proposito di Davide Avogadro, ne forniscono valutazione positive di ottimo lavoratore e buon italiano, escludendo simpatie antifasciste e sottolineando la sua iscrizione ai sindacati cattolici. La ragione della scarcerazione emerge anche da uno scambio di lettere tra il segretario politico fascista di Bergamo e la Questura. Il 7.4.1941 il segretario federale del Pnf di Bergamo, con una lettera ufficiale ma riservata, chiede alla Questura di Bergamo le ragioni dell’arresto e della detenzione dei fratelli Avogadro. La risposta della Questura è del 10.4.1941: “I suddetti all’atto del loro ingresso nel Regno vennero arrestati e tradotti a Bergamo a disposizione di quest’ufficio che li sottopose ad un minuzioso interrogatorio dal quale risultò l’infondatezza dell’accusa fattagli dai connazionali Sonzogni e Carminati di Brembilla. Di fatto interrogato il Sonzogni Giovan Battista, costui ha asserito che ebbe a denunciare il comportamento dei fratelli Avogadro al R. Agente Consolare in Modane, non perché lo abbia veduto fra i dimostranti che si opponevano alla presenza di esso Sonzogni, del fratello Francesco e del Carminati Battista nel cantiere di Scionzier, ma perché i loro nomi gli vennero indicati da operai francesi”. Nel fascicolo è conservato un piccolo volantino: «ODIA GL’INGLESI. "Gli eventi vissuti in questi mesi esasperano la nostra volontà e devono accentuare contro il nemico quell’dio freddo, cosciente, implacabile, odio radicato in ogni cuore, diffuso in ogni casa, che è un elemento indispensabile per la vittoria”. Mussolini». Cpc, b. 220, 1939-1941. (G. Mangini, R. Vittori)
Familiari
Avogadro Angelo Carlo (padre)
Mosca Caterina (madre)
Avogadro Giuseppe (fratello)
Luoghi di residenza
San Pellegrino Lombardia Italia frazione Piazzo Alto (1903 - 1925) Scionzier Alvernia-Rodano-Alpi Francia (1925 - )
Fatti notevoli
1939 - 1939
Viene denunciato insieme al fratello Giuseppe come accanito antifascista da parte di due emigranti di Brembilla, Sonzogni e Carminati.
Sanzioni subite
arresto (1940/12/20 - )
Arrestato al confine franco-italiano a Bardonecchia, scarcerato a Bergamo l'1.2.1941.
In rubrica di frontiera
Informazioni
1939-1941
In bollettino ricerche
no
Esclusione dallo schedario
Data di esclusione
1941
Documentazione allegata
volantino (Testo anti-inglese.)
Altre fonti archivistiche
(ACS-CPC) Archivio centrale dello Stato (Roma), Casellario Politico Centrale
Busta 220, Fascicolo