Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Nembro (Bg) il 19.3.1897, partecipa alla prima guerra mondiale nel biennio 1917-1918, dopo la guerra risiede per qualche tempo a Torino. Il 29.11.1919 si sposa a Corno Giovine (Mi, ora Lodi) con Angela Luigia De Marchi. Emigrato in Francia intorno al 1923, viene raggiunto dalla moglie nel 1924, dalla quale ha due figli. Risiede a Tolone, dove negli anni successivi partecipa attivamente alle riunioni della locale sezione dell’Upi, prendendo frequentemente la parola. Ottiene la cittadinanza francese. Nel marzo 1939 viene intercettata dalla polizia postale una sua lettera diretta alla madre, residente a Torino in via Bardonecchia 23, nella quale è incluso un manoscritto dal chiaro contenuto antifascista. Per questo, nello stesso mese il suo nominativo viene incluso in RF con l’indicazione ‘perquisire e segnalare’. Nella lettera viene nominato Attilio Cilichini, quasi certamente un cugino, fratello di un cugino omonimo, Silvio Giuseppe. A Tolone nel gennaio 1940 viene arrestato e internato nel Forte St. Cathèrine, e ciò porta al fatto che cambia la motivazione dell’inclusione in RF, che appunto nel 1940 è per ‘respingimento’. Rilasciato perché cittadino francese, la cittadinanza gli viene revocata e il 21.1.1941 di nuovo arrestato e internato in un campo di lavoro in Algeria. La moglie rientra in Italia il 13.11.1941 e nel febbraio 1942 scrive direttamente a Mussolini perché faciliti la liberazione di Cilichini. Il Ministero dell’Interno concede il proprio nulla osta al rientro in Italia e alla riacquisizione della cittadinanza italiana da parte di Cilichini, che nel maggio 1942 è compreso nell’elenco degli italiani internati nei vari campi dell’Algeria in attesa del rimpatrio a cura della C.I.A.F. Per questo, dal maggio 1942 la motivazione della sua iscrizione in RF diviene ‘per arresto’, ma nel giugno 1942 si trova ancora in Algeria. Cpc, b. 1342, 1938-1942. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)