Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Serina (Bg) il 19.12.1888, sacerdote. Ha una sorella, Maria Luigia, nata alcuni mesi dopo la morte del padre. Viene ordinato sacerdote il 23.4.1911 e diviene coadiutore nella chiesa delle Grazie di Bergamo, affiancando il parroco mons. Agostino Musitelli. Questi nel 1921 fonda a Bergamo un collegio-convitto per i figli delle famiglie più povere, intitolandolo ‘Dante Alighieri’ e affidandone la direzione appunto a don Carrara, che per questo risiede in via Galliccioli 3. Antifascista, è seguace del partito popolare. L’ 8.4.1923 in occasione del triduo di Serina, don Carrara dal pulpito dice che Mussolini vorrebbe far credere di essere un sostenitore della religione cattolica, ma dato che fino a poco tempo prima ha “bestemmiato Iddio”, raccomanda ai fedeli presenti di diffidare del governo fascista perché, come riferiscono alla Questura i Cc di Bergamo il 13.4.1923, “al fatto dell’obbligo del crocifisso nelle Scuole elementari non devesi dare alcuna importanza, non avendo il Capo del Governo provveduto in tal senso anche per le scuole superiori”. Le parole di don Carrara vengono riferite da due fascisti di Serina (Alberto Scanzi e Giuseppe Bonaldi), presenti alla funzione religiosa, al comandante dei Cc locali; inoltre, il Direttorio della sezione fascista di Serina si reca lo stesso 13.4.1923 a Bergamo per riferire quanto accaduto al conte Giacomo Suardo e dar seguito a provvedimenti. Il 12.4.1928 il brigadiere Guidolotti della squadra politica della Questura di Bergamo compila una scheda prestampata che contiene le principali voci identificative dei ‘sovversivi’. Alla voce ‘Quale condotta attualmente tiene?’, Guidolotti risponde: “Attualmente tiene una condotta favorevole verso l’attuale Governo Nazionale, perché ha veduto e vede tuttora quello che S.E. il Capo del Governo fa per la Chiesa”. Radiato il 18.6.1933. Dal 1936 è nominato titolare della parrocchia di Santa Caterina, mentre dal 12.5.1956 diviene vescovo a Imola. Partecipa anche ai lavori del Concilio Vaticano II. Si ritira come vescovo di Imola il 12.3.1874. Morto a Scanzorosciate (Bg) il 27.7.1974. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)