Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Iglesias (Cagliari) il 7.3.1898, avvocato, popolare. Dai primi anni Venti è redattore del quotidiano cattolico «L’Eco di Bergamo». Il 4.1.1925 viene perquisita la sua abitazione a Bergamo in via San Giacomo 6 alla ricerca di armi, senza esito. Segretario del Ppi di Bergamo e gerente responsabile del giornale «L'Idea Popolare», viene diffidato dalla Commissione Provinciale il 19.12.1926. Dal 3.7.1925 risiede a Orio (Bg), mentre il suo studio professionale è a Bergamo in via Sant' Orsola. Dal novembre 1927 vive a Bergamo in via Broseta 45, nel 1937 in via N. Sauro 9, con lo studio in piazza Baroni 4. Non chiede l'iscrizione al Pnf, mentre i 3 figli vengono iscritti alle organizzazioni giovanili fasciste. L'agente di Ps Sante Jacobazzi della Questura di Bergamo il 27.11.1934 redige un rapporto sull'opportunità di eliminare il nome di Pezzini dall'elenco dei sovversivi, e così conclude: "considerato che non fu un vero e proprio sovversivo, ma bensì un militante del soppresso partito popolare e che non fu ritenuto un elemento pericoloso in linea politica, tenendo infine presente che il Pezzini, è anche ben visto da professionisti esponenti del fascio si esprime parere favorevole affinché sia radiato dallo schedario dei sovversivi". Viene pertanto radiato alla fine di novembre 1934. Attivo nella Resistenza, e componente del Cln provinciale di Bergamo per la Dc, segretario politico della Dc bergamasca dal 1945 al 1948, è stato senatore per la Dc dalla prima alla quarta legislatura (1948-1968). Morto a Bergamo il 2.2.1987. Nel fascicolo è conservata una sua fotografia. (G. Mangini)