Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Pagazzano (Bg) il 27.5.1891, contadino, popolare. Secondo la Prefettura di Bergamo, a Pagazzano ha svolto un’attiva propaganda a favore del partito comunista, del quale si ritiene sia tesserato. Continuamente sotto pressione da parte dei fascisti locali, nel 1924 lascia Pagazzano per trasferirsi a Castiglione Olona (Va). Denunciato il 18.8.1924 per lesioni, viene assolto due anni dopo con sentenza del 25.10.1926 della Questura di Varese per mancanza di querela. Secondo una comunicazione del 9.7.1930 da parte della Questura di Bergamo a quella di Varese, oltre alla notizia che i suoi fratelli sono stati uccisi in un conflitto coi Cc in provincia di Varese, per quanto lo riguarda a Pagazzano “non era tenuto in nessunissima considerazione appunto per il suo temperamento impulsivo e facile alle violenze”. Nel 1930 lavora come operaio presso la ‘Società italiana della celluloide’ di Castiglione Olona. La Questura di Varese il 12.8.1930 chiede a quella di Bergamo se Testa sia da considerarsi pericoloso e se i suoi dati siano stati inviati al Cpc. Da Bergamo rispondono il 18.8.1930 che Testa non è pericoloso e appunto per questo non è stato segnalato al Cpc, inoltre da Bergamo si chiede a Varese se sia iscritto nello schedario dei sovversivi di quella provincia. La Questura di Varese risponde il 30.8.1930 dicendo che non ha mai dato luogo a rilievi “sebbene sia zotico violento”, il quale però ha dimostrato di non essere mai stato un militante o un iscritto al Pci, bensì un aderente al Ppi, del quale ha esibito la tessera in Questura a Varese, che l’ha trattenuta presso il proprio archivio. Inoltre, viene precisato che per quanto riguarda i suoi fratelli, è vero che sono stati uccisi in un conflitto con i Cc, ma per ragioni estranee alla politica, che però non vengono indicate. Per questi motivi, a Varese non ritengono sia il caso di iscriverlo nello schedario dei sovversivi. Radiato nel 1930. (G. Mangini, R. Vittori)