Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Bergamo Bergamo il 3.8.1874, ingegnere, socialista. A Bergamo frequenta il liceo classico ‘Sarpi’, dove dall'anno scolastico 1889-90 diviene allievo di Arcangelo Ghisleri, la cui influenza su di lui è notevole, non solo dal punto di vista culturale, ma anche da quello politico, a partire dalla lettura della rivista «Cuore e Critica» (1886-1890), fondata e diretta dallo stesso Ghisleri, che ne favorisce la diffusione anche fra i suoi studenti. Sulla rivista scrivono autori italiani e stranieri di orientamento radicale, repubblicano e socialista, tanto che la rivista nel 1891, passando da Bergamo a Milano, viene ceduta da Ghisleri a Filippo Tutati, che la fa diventare il periodico più importante del socialismo italiano, «Critica Sociale», sulla quale in seguito scriverà lo stesso Gavazzi. Dell'effetto dell'insegnamento ghisleriano c'è traccia significativa anche nella corrispondenza che Gavazzi inizia a tenere con Ghisleri dopo il liceo (ora conservata nel Fondo Ghisleri presso la Scuola Normale Superiore di Pisa), a partire da quando Gavazzi frequenta la facoltà di Ingegneria dell’Università di Pavia, con residenza presso il Collegio Ghislieri, dove con altri ex-compagni di classe condivide un grato ricordo del vecchio professore, al quale riconoscono il merito di aver loro insegnato a pensare con la propria testa. Nel 1895 Gavazzi si trasferisce dall’Università di Pavia al Politecnico di Milano, dove si laurea nel corso del 1897. Nelle carte del fascicolo c’è una lettera anonima dell’1.8.1897 diretta al prefetto di Bergamo. Si tratta di una vera e propria delazione da parte di un socialista contro i suoi compagni, relativa all’attività del Circolo Elettorale Socialista di Bergamo, del quale vengono riferite le attività e le deliberazioni. La lettera si trova nel fascicolo perché da essa risulta che Gavazzi, definito “studente di Milano”, cioè del Politecnico di Milano, è nominato membro del Comitato regionale socialista lombardo come rappresentante del Circolo Elettorale Socialista di Bergamo. Il giorno dopo, il prefetto di Bergamo segnala Gavazzi al questore di Milano, chiedendo però di avere un riscontro della notizia. Al termine delle indagini, l’11.9.1897 la Questura di Milano così risponde alla richiesta di informazioni avanzata dal prefetto di Bergamo: “Effettivamente il Sig.r Giuseppe Gavazzi professa princìpi socialisti, ma non fa propaganda fra i compagni. Al Politecnico ove questo anno si è laureato ingegnere con dispensa delle tasse ha sempre tenuto una condotta esemplare e non fece neppure parte, nel marzo 1896, di quelli che dopo il disastro di Abba Garima si agitavano per la sospensione delle lezioni in segno di lutto e di protesta. Fu al Collegio Ghislieri di Pavia fino al 1895 e fino a questo anno ha goduto l’assegno di L. 80. Trovasi in pensione col Nob.le Enrico Durini dal novembre decorso, e durante questo tempo non ha dato motivo a rimarco in fatto di condotta morale e politica. E’ abbonato al giornale la Lotta di Classe”. Pochi giorni dopo, il 14.9.1897, la Questura di Milano informa il prefetto di Bergamo che il 9.9.1897 Gavazzi ha lasciato Milano per rientrare a Bergamo ed esercitare la professione di ingegnere. Tre giorni dopo, il 17.9.1897, il prefetto di Bergamo chiede al comando dei Cc di Bergamo di appurare se Gavazzi si sia davvero stabilito a Bergamo e, nel caso, di sorvegliarlo. La risposta dei Cc è del 23.9.1897: “il socialista Gavazzi Pietro Giuseppe effettivamente si è restituito in Bergamo ed abita in Borgo Cologno n. 30 - primo piano. Questo comando ha disposto perché il medesimo sia sorvegliato convenientemente”. Al suo rientro a Bergamo, comunque, Gavazzi non inizia la propria attività professionale come ingegnere, ma entra a far parte dello studio dell’avvocato socialista Federico Maironi, figura di punta del partito a Bergamo. Nel corso del 1898 il prefetto di Bergamo tiene d’occhio Gavazzi e il 22.5.1898 scrive ai Cc locali per avere informazioni su di lui: “Per completare gli atti relativi mi tornerà gradito che la S.V. mi favorisca informazioni su la condotta e tendenze politiche del contrascritto individuo attualmente addetto allo studio dell’avv. Federico Maironi e che viene segnalato come socialista”. Oltre che ai carabinieri, il prefetto si avvale anche dei suoi informatori. Infatti, lo stesso informatore anonimo già citato in precedenza, componente del gruppo socialista bergamasco, il 31.5.1898 invia al prefetto una lettera confidenziale: “Illustris.mo signor cavaliere. L’ingegnere Gavazzi non frequentava troppo il circolo; mentre invece è il Fogazzi operajo tipografo che non mancava mai ed era uno del comitato direttivo. Lo stesso Fogazzi è distinto operajo presso lo Stabilimento Gaffuri e Gatti e abita fuori dazio Cologno, non so il numero della porta. Nell’osteria dell’oste Salerno fuori S. Bernardino 8 posso dire che non è frequentata da soci inscritto del circolo. Per ora non ho nient’altro di nuovo e con tutta stima la riverisco. 31.5.98”. Il giorno dopo, primo giugno 1898, sono i Cc di Bergamo a riferire al prefetto informazioni su Gavazzi, segnalandolo come potenzialmente pericoloso: “l’ingegnere Giuseppe Gavazzi, quantunque in condizioni economiche molto agiate, ha preferito allo esclusivo servizio della sua professione, applicarsi nello studio del noto avvocato Federico Maironi – col quale è in intimi rapporti d’amicizia, e ne condivide pienamente le teorie politiche – tant’è che lo si ritiene quale affiliato al partito, per opera dello stesso Maironi. Per ora nulla havvi da eccepire sulla di costui condotta morale – in quanto poi alla natura dei principii socialisti professati – e cioè se egli possa appartenere piuttosto al gruppo di azione, che di propaganda, questo non mi fu dato appurare con certo fondamento, si deve peraltro ritenere, argomentando dalla persona che lo dirige – il Federico Maironi - che l’ingegnere Gavazzi possa divenire col tempo un elemento piuttosto pericoloso – seppure non lo è già – ad ogni modo è individuo che deve essere oggetto di speciale vigilanza”. Il 14.12.1908 l’agente Nativi della squadra politica della Questura di Bergamo annota: “Dalle informazioni assunte il contronominato risulta di buona condotta morale e non politica, figurando egli inscritto al partito socialista. Consigliere comunale”. Sposato con Maria Comelli, dalla quale ha dei figli, nel 1908 Gavazzi risiede a Bergamo in viale Stazione 26. Nella documentazione conservata nel fascicolo, le informazioni successive riprendono molto più tardi, con una nota del 25.6.1923, quando un agente della squadra politica riferisce al questore che Gavazzi, abbonato al periodico socialista «La Giustizia», abita in via Roma 10, è sempre socialista unitario, non fa propaganda, è “persona molto rispettosa; nelle ultime elezioni politiche e amministrative fu candidato nella lista socialista unitaria”. L’ultimo documento che lo riguarda è una nota interna alla Questura redatta dal brigadiere Tito Calanca, che il 18.7.1930 scrive: “Gavazzi Ing. Giuseppe Pietro fu Pietro, e fu Murnigotti Antonia, nato a Bergamo il 3.8.1874, qui domiciliato in Piazza Baroni N. 4, risulta di buona condotta morale, politicamente ha militato nel partito socialista unitario dal quale fu anche candidato nelle elezioni politiche e amministrative. Anche quando era inscritto nel partito prendeva poca parte nelle attività politiche, è stato sempre una persona rispettosa e ubbidiente alle autorità costituite. Dopo lo scioglimento del partito unitario si è disinteressato di ogni attività politica non dando luogo a rilievi con la sua condotta politica. Considerato che il Gavazzi è di buona condotta morale e politica si esprime parere favorevole per la radiazione dello schedario dei sovversivi”. Radiato nel 1930. Muore a Bergamo l’1.11.1935. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)