Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Sovere (Bg) l'1.3.1906, dove risiede in piazza Risorgimento 4. Il 12.10.1931, ubriaco, in un locale pubblico di Sovere scaglia un bicchiere di vino contro un ritratto di Mussolini appeso alla parete, dicendo “bevi anche tu” e, come scrive in Questura l’estensore della sua scheda biografica, “mandando il vetro in pezzi e imbrattando in parecchi punti l’effige”. Arrestato e denunciato al Tribunale Speciale, trattenuto in carcere in attesa dell’eventuale procedimento, il 9.12.1931 il Ministero della Giustizia nega l’autorizzazione a procedere contro di lui e Canini viene scarcerato e il 26.2.1932 la Commissione Provinciale per il confino di polizia di Bergamo gli infligge l’ammonizione. Il 10.3.1932 viene aperta la sua scheda biografica, mentre il 10.11.1932 viene prosciolto dall’ammonizione grazie al provvedimento di clemenza deciso da Mussolini per festeggiare il decennale della marcia su Roma. Da questo episodio in poi viene costantemente sorvegliato, ma per tutto il periodo successivo non ci sono segnalazioni a suo riguardo, tanto che il 23.3.1935 il maresciallo maggiore a piedi Giovanni Puddu, della stazione dei Cc di Clusone, scrive al questore di Bergamo informando che Canini è celibe, lavora come fabbro nella bottega del padre con il quale convive, non è iscritto al Pnf, non si interessa di politica, “non è stato mai un vero pericoloso propagandista sovversivo” e per questo ne propone la radiazione, che però non viene concessa. Dal giugno 1935 risiede a Sesto San Giovanni in via Vittorio Emanuele 149 e lavora prima presso lo stabilimento Breda e poi presso le acciaierie Falk come aggiustatore meccanico. Nell’agosto 1942 viene dimesso dall’Istituto Ortopedico di Milano in viale Sarca e per la convalescenza ritorna presso la famiglia d’origine a Sovere, da dove ritorna al lavoro presso la Falk il 12.10.1942. Nel fascicolo è conservata una sua fotografia scattata dagli organi di polizia. Cpc, b. 1005, 1932-1941, scheda biografica. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)