Profilo sintetico riassuntivo
Nata a Sovere (Bg) il 23.8.1895, comunista. Dal 9.11.1916 è moglie di Cristoforo Giuseppe Paterlini (di Domenico ed Elisabetta Sala, n. Gandellino di Gromo il 26.5.1891, comunista, trasferito a Sovere con la famiglia in tenera età), da cui ha i figli Carlo (n. Sovere il 30.4.1917), e Mario (n. Sovere il 8.9.1918). La famiglia emigra in Francia alla fine degli fine anni Venti. Virginia ha un fratello, Mario (n. Sovere il 13.11.1898), manovale, che dopo essere a sua volta emigrato in Francia, nel 1939 vive a Sovere con lo zio Giuseppe. Nel marzo 1939 viene intercettata una lettera di Virginia allo zio paterno Giuseppe Piccinelli (fu Bortolo e Lucia Moretto, n. e residente a Sovere il 30.12.1871, falegname). Il contenuto antifascista della lettera, conservata nel fascicolo, determina l'iscrizione sua e del marito in RF il 1.7.1939 per 'perquisire e segnalare'. Tra il 1939 e il 1940 sono in corso le pratiche per ottenere la cittadinanza francese del secondo figlio, mentre il primo, avendola già ottenuta, è arruolato come volontario nell'esercito francese. Nell'aprile 1940 risulta che a sua volta, insieme al marito, ha ottenuto la cittadinanza francese. Il 4.4.1940 il Cpc informa il prefetto di Bergamo che la Piccinelli risiede a Noyon (dipartimento dell'Oise, regione Alta Francia). Il 16.3.1940 si reca a Sovere con un passaporto francese rilasciato dalla Sotto-prefettura di Compiègne a trovare lo zio gravemente malato, per poi tornare in Francia il 21.3.1940. (G. Mangini)